14 pensieri su “GLI SCRITTI DI ANNA

  1. Mi riprendo i sogni. ……….Quelli che ti ho regalato un giorno ormai lontano, in quell’istante silenzioso in cui il vecchio giorno è lì sospeso e quello nuovo è ancora solo possibilità. E’ una nostra scelta offrire qualcosa di noi all’altro, e quando lo scegli,

    allora senti un calore dentro lo stomaco che avvolge e travolge tutto il resto. Un caldo che brucia qualunque precedente sensazione spiacevole, come lava bollente che tutto copre. Affoga e annulla. E apre ad un mondo nuovo di colori, di gusti, di profumi; con gli stessi occhi di prima vedi cose diverse

  2. RITORNO
    Mi sono stupita ed immersa ancora una volta in una storia che appare lineare, semplice, con tutte le caratteristiche di una favola…l’avventura e l’attraversamento del pericolo, le prove da superare..il nuovo approdo, la trasformazione dei protagonisti e la conseguente ricondiserazione di tutte le vicissitudini attraversate.la scena è popolata di barchette di carta e l’avventura inizia in un mare sicuramente in tempesta…dove le barchette affondano una dopo l’altra e il navigante stenta a stare in equilibrio.cade e si rialza… accenna ad un sorriso, sfida il rischio e la beffa dei ripari che gli sono offerti.
    Quel mare di barche è solcato da una parte e dall’altra da strani convogli umani che trascinano un carico di feriti, una moltitudine di sopravissuti, l’uno aggrappato all’altro, in un’attraversamento che sembra senza ritorno..il cui approdo sarà preludio di una vita nuova, diversa. Ci si può salvare, questa scena è molto toccante..i disabili si fanno carico dei loro compagni e le sedie a rotelle sono una risorsa a cui aggrapparsi; ci si può salvare, ma a patto di farlo insieme, soccorrendosi vicendevolmente, perchè le prove da superare si presentano come una ruota che gira, perchè questa è la considerazione del mare e la sorte dei suoi naviganti. un’immagine simbolica ovviamente.
    Come lo è la scena seguente, in cui gli attori si fissano ..naufraghi stretti su una zattera che alzano le braccia verso i soccorritori.( esiste realmente questa riproduzione in scala reale della zattera della medusa, è un dipinto di Gericault, conservato al louvre di parigi) un’intera società imbarcata alla deriva…i naufraghi avvistano forse, una riva sconosciuta, che salutano piena di aspettative, si accomiantano anche, simbolicamente, dalle traversie passate…in una scena c’è chiaramente un passaggio.gli attori si presentano come tali..giocano al teatro e giocano tra loro e parlano dell’importanza della memoria ma anche della dimenticanza. dimenticarsi di se per essere tanti, per farsi carico di tanti..questo carico se lo assumono tutti insieme, in questa isola tutta da scoprire….dove si possono cogliere frutti meravigliosi e rari, a patto di affrontare tutte le prove della traversata, senza coltivare rimpianti e facendo tesoro della dimenticanza…dimentichiamo la fretta e la velocità a tutti i costi, dimentichiamo l’identificazione fra la malattia e la persona malata e scopre la possibilità, per ogni attore, di non dissimulare una condizione deficitaria, ma di rilevarne quelle risorse che restano inesplorate….la storia continua e c’è un gran daffare per i naufraghi, con momenti giocosi e poetici che si susseguono incalzanti: salvano dalle acque una barchetta rossa, tenendola a galla con grande impegno sulle loro braccia, si cuciono reciprocamente le ferite del cuore con un filo invisibile, si sostengono a vicenda e, qualcuno cade, portano cuscini ad attutirne la caduta…non si abbattono e corrono piu forte…in un momento di straordinaria poesia lasciano la scena ad ad uno di loro che racconta una storia con il linguaggio delle mani e dei gesti, parole silenziose che creano mulinelli nell’aria, disegnano lacrime sulle guance per farle volare in alto come stelle filanti.(è meravigliosa questa scena) . e piu tardi, sempre aiutandosi a vicenda, intingono le dita dei compagni in un’inchiostro invisibile per scrivere parole nell’aria, forse una lettera da affidare ad una bottiglia….La bottiglia è il teatro ed il messaggio che contiene è la speranza. Speranza è il nome del veliero di cui raccontano , che trovandosi in difficoltà e a dover superare una tempesta, non potendo piu lottare contro i marosi, invece di seguire le rotte conosciute sceglie la fuga seguendo una direzioneun pò folle verso rive sconosciute. L’ultima prova è quella di liberarsi della prigione della malattia, dalle bende che avvolgono i loro volti, per poi strapparseli di dosso, una dopo l’altra, con le rispettive etichette che li definiscono attraverso fantasiose malattie. E quando tutti sono pronti per specchiarsi sorridendo verso noi, il pubblico , mani premurose li sistemano come si deve: scusateli se sono un pò dispettosi, se si divertono a essere come sono e non come dovrebbero essere. Da una fisarmonica muta si liberano piume nell’aria. La trasformazione è compiuta, la nuova vita e di quello che si è imbarcato sul veliero della speranza ed ha affrontato tutte le prove scegliendo le rotte piu impervie come quella di esprimersi proprio con il teatro e per chi fatica a farlo normalmente nella quotidianetà. Viene voglia di non parlare, mi verrebbe voglia di essere ancora una spettatrice e non solo perchè il mio Riccardo fa parte di quei naufraghi, ma per vedere quali altre prove dovrebbero superare ancora i nostri eroi, cosa inventerebbero per raccontare le loro storie e toccarmi il cuore con la loro poesia. UNO SPETTACOLO CHE NON MI è PARSO BELLO PERCHE’ MI HA COMMOSSO, MA CHE MI HA COMMOSSO PER LA SUA BELLEZZA.
    ANNA MARIA

  3. ACCARTORCCIARSI COME D’ATUNNO

    UNA FOGLIA SECCA

    LASCIARSI TRASPORTARE DAL VENTO…

    RIALZARSI,

    APRIRE GLI OCCHI, RIPRENDERE A CAMMINARE,

    ACCORGERSI CHE E’ ANCORA BELLO VIVERE !!

  4. Appena l’ho scorto,
    già cominciavo a mordermi le labbra
    ero impaziente,
    e vagavo con la fantasia
    nutrivo l’urgente bisogno di averlo per me
    di annusarlo,
    poggiarci le labbra appena
    e poi saggiarlo
    con il mio gusto
    assaporarlo,
    goderne appieno
    ad ogni suo contatto
    con il mio piacere,
    senza fretta
    gustarlo,
    mordicchiarlo un pò,
    girarci intorno con lalingua,
    e poi assorbire completamente il suo sapore,
    prima che fosse del tutto consumato,
    e sentirlo venire nella mia bocca
    ma appena sono riuscita ad averlo in mano,
    l’ho divoraAppena l’ho scorto,
    già cominciavo a mordermi le labbra
    ero impaziente,
    e vagavo con la fantasia
    nutrivo l’urgente bisogno di averlo per me
    di annusarlo,
    poggiarci le labbra appena
    e poi saggiarlo
    con il mio gusto
    assaporarlo,
    goderne appieno
    ad ogni suo contatto
    con il mio piacere,
    senza fretta
    gustarlo,
    mordicchiarlo un pò,
    girarci intorno con la lingua,
    e poi assorbire completamente il suo sapore,
    prima che fosse del tutto consumato,
    e sentirlo venire nella mia boccà….
    ma appena sono riuscita ad averlo in mano,
    l’ho divorato con avidità
    non ho resistito alla passione!
    mmmm che buono questo gelato al pistacchio

    Cosa credavate? Diavoletti !!!!!

  5. UNA POESIA PER I 3 DELL’AVE MARIA:

    Ho letto che””I diamanti sono i migliori amici
    delle donne””
    ed il primo pensiero è stato””Allora parecchie donne
    devono lavorare nelle miniere per trovarli””..Spero tanto che la parola amicizia non serva solo
    per chiamare una persona o essere un’emblema di
    un partito politico… Ho letto che comprende la delusione
    di un’amicizia che in realta ha creato lei……………..
    insomma se vuoi che la vita cambia Falla Cambiare Tu!
    L’amicizia è importante.
    Non è una banalità.
    Tante persone non si rendono conto
    di quanto lo sia!
    Non voglio essere presuntuosa, ma
    sinceramente mi ritengo una persona
    che vive con grandi emozioni
    e sentimento ogni giorno della sua vita.
    Chi mi conosce davvero lo sa.
    Chi mi è davvero amica, sa
    che su di me può sempre contare.
    Non importa quanto ci si frequenti.
    Si può stare ai lati opposti del mondo,
    ed essere i più grandi amici mai esistiti.
    Si può sedere uno accanto all’altro,
    tutti i giorni, ed essere due perfetti
    sconosciuti.
    Un amico vero non pretende di avere
    l’esclusiva. Non pretende che io faccia
    classifiche di importanza delle persone
    che amo. Un vero amico è un amico sempre.
    Non fa scenate quando
    si passa del tempo anche con altre persone,
    Un amico sincero è felice che io stia bene
    e non dà giudizi gratuiti
    Un grande amico sa ascoltare e rispettare i
    pensieri dell’altro, e non si permette di
    insultare quando la si pensa in modo diverso,
    si tratti di calcio, politica, religione…
    Di qualsiasi cosa. Se un amico vero ha un
    problema, ne parla con sincerità e umiltà.
    Non aggredisce l’altro pensando a priori
    di aver totale ragione.
    Chi è amico sul serio, non chiede continue
    conferme sull’affetto nei suoi confronti.
    Cerca di fidarsi dell’altro,
    delle sue parole e soprattutto
    delle sue azioni.
    L’amicizia è diversa dall’amore;
    l’amore non può sostiture l’amicizia,
    e neppure il contrario!
    L’amicizia è l’antidoto più forte
    alla tristezza; quando ne è la causa,
    forse non è poi così vera.
    Non può esserci amicizia quando si è sempre
    sulla difensiva.
    Come si può essere amici se si ha paura
    di dire qualunque cosa all’altro,
    temendo una reazione negativa?
    Un amico è anche un confidente;
    che amico è se non è in grado di ascoltare e
    consigliare sinceramente e spassionatamente?

  6. PENSANDOTI

    pensarti,
    Sono sola,
    la mia mente vaga per sentieri ben noti,
    cerco qualcosa che mi metta
    addosso i brividi ravvivando l’ebbrezza delle
    sensazioni ancora fresche sulla mia pelle.
    Su me stessa vago con la mente nel turbinio
    delle emozioni,
    ricordo,
    fremo……..
    una morsa mi stringe il cuore,
    mi prende
    e mi lascia attonita ad aspettare il tuo ritorno

  7. TU……….

    Ecco, ora sei lontano
    non so dove, non so con chi
    forse tra due novelle braccia,
    ignare dell’ignobile doppiezza,
    che nascondi con l’ammaliante tua dolcezza.
    schiavo, tu stesso sottomesso,
    al richiamo dei sensi
    vai strisciando senza pace
    alla ricerca di colei che
    debole cederà al tocco tuo
    assai dolce, assai intrigante
    ella ubriaca sara’ di volutta’,
    a tal punto che giammai capira’ la tua natura.

  8. LODE AL…… GELATO

    Appena l’ho scorto,
    già cominciavo a mordermi le labbra
    ero impaziente,
    e vagavo con la fantasia
    nutrivo l’urgente bisogno di averlo per me
    di annusarlo,
    poggiarci le labbra appena
    e poi saggiarlo
    con il mio gusto
    assaporarlo,
    goderne appieno
    ad ogni suo contatto
    con il mio piacere,
    senza fretta
    gustarlo,
    mordicchiarlo un pò,
    girarci intorno con lalingua,
    e poi assorbire completamente il suo sapore,
    prima che fosse del tutto consumato,
    e sentirlo venire nella mia bocca
    ma appena sono riuscita ad averlo in mano,
    l’ho divoraAppena l’ho scorto,
    già cominciavo a mordermi le labbra
    ero impaziente,
    e vagavo con la fantasia
    nutrivo l’urgente bisogno di averlo per me
    di annusarlo,
    poggiarci le labbra appena
    e poi saggiarlo
    con il mio gusto
    assaporarlo,
    goderne appieno
    ad ogni suo contatto
    con il mio piacere,
    senza fretta
    gustarlo,
    mordicchiarlo un pò,
    girarci intorno con la lingua,
    e poi assorbire completamente il suo sapore,
    prima che fosse del tutto consumato,
    e sentirlo venire nella mia boccà….
    ma appena sono riuscita ad averlo in mano,
    l’ho divorato con avidità
    non ho resistito alla passione!
    mmmm che buono questo gelato al pistacchio

    Cosa credevi? Diavoletto !!!!! …….GELATO

  9. LETTERA AD UN AMICO

    Scriverti ora mi sembra scrivere a qualcuno che non è mai esistito, quasi quel amico immaginario che è accanto ad ogni bimbo…
    Sei stato davvero immaginario?
    Scrivo…la mente viaggia lontano, fugge invano dalla mia inquietudine…il mio Cuore resta qui, fermo in un angolo a fissare il mondo intorno a lui.
    E’ sera. Una fredda sera di Dicembre. Natale è alle porte…sì, ma per quanti sarà davvero Natale? Un buon Natale?
    Le strade sono vestite a festa, le anime un po’ meno…sento la loro malinconia, la percepisco, la faccio mia…
    Anche la luna stasera è malinconica, è lì, persa nel suo lago ed è sola.
    Non riesco a rivestirmi di esultanza…tu continui a bussare alla mia porta, mi risuoni nelle orecchie come una dolce melodia ascoltata mille volte.
    Vago senza meta, mani in tasca, viso nella sciarpa, naso gelato, Cuore bollente…infuocato d’Amore…

    Vorrei viverti per tutta la Vita…ma cos’è la Vita davanti all’Eternità?
    Vorrei viverti per l’Eternità!

    Folle corsa contro il tempo la nostra Vita…mi guardo attorno: la gente corre, è quasi impazzita, esce da un negozio, entra in un altro…compra regali…aspetta di scambiarli…
    Io vago semplicemente…non ho bisogno di comprare regali…sarò io il tuo regalo, se solo lo vorrai…

    Mille voci, mille note, mille rumori…risuonano nell’aria…canzoni natalizie escono dagli sterei dei negozi, voci incessanti si ricorrono, auto sfrecciano via, moto con ragazzi che si stringono e a volte si baciano scorrono dinnanzi a me…
    Silenzio!
    Fate silenzio!
    Mi sento parte di un processo che non mi appartiene…personaggio di uno strano quadro. Un quadro dipinto da un artista inquieto come me…
    Mi ha messo qui, ma sa anche lui che questo non è il mio posto…

    Voci, suoni, rumori…si rincorrono nella mia mente mentre cerco quel silenzio che forse mai arriverà…
    Corrono, corrono veloci…e non cerco di ascoltare, di comprendere…
    Basta! Mi arrendo…

    Vorrei viverti per l’Eternità. Nient’altro.

    Questa confusione non la posso fermare…posso solo viverla…
    Comincio ad ascoltare storie, storie d’Amore, storie di odio, storie di gente ormai lontana, storie…”storie di tutti i giorni” direbbe qualcuno…

    Un musicista improvvisato suona le sue melodie per vivere la Vita…
    Nessuno lo ascolta, nessuno si ferma, nessuna moneta nel suo cappello, un vuoto colmabile da qualche spicciolo…
    E forse per lui la melodia migliore del mondo sarebbe il tintinnio di qualche centesimo.

    Per me la tua voce.

    Un uomo che tutti dicono pazzo è disteso su una panchina, osserva la macchia scura su di lui, si perde nella sua infinità e canta il suo lamento…
    Nessuno lo ascolta. Chi è così folle da ascoltare un pazzo?
    Nessuno. Forse io.
    Mi fermo, lo osservo e quasi lo invidio…
    E’ lì, nessuno lo osserva più ormai, è lì con la sua libertà…e se la tiene ben stretta tra le mani…chi potrà portargliela via?
    La gente -stolta!- ormai lo considera pazzo, nulla potrà cambiare quell’idea sbagliata…e lui lo sa, e fa di quell’idea la sua Vita…e su quell’idea che si fonda la sua Libertà…

    Vorrei viverti per l’Eternità. Nient’altro. Non posso.

    Vorrei essere folle…forse lo son già…

    E di questa sera, trascorsa vagando per le strade di questo mio paese che mi ha cresciuta come una mamma, cosa resterà?

    Il ricordo di un musicista improvvisato, di un uomo considerato pazzo che osserva il Cielo…la voglia di te.

    Vorrei viverti per l’Eternità. Nient’altro. Non posso. So che lo vuoi anche tu. E ti amo così.

  10. NON ODIARMI MAI………

    non odiarmi mai
    se tu mi penserai
    io proverò a raggiungerti
    con la mia fantasia
    no non odiarmi mai
    sai che ne soffrirei
    tu cuore irragiungibile………

  11. VIVI !
    !nessuno fa caso all’acqua che evapora dopo le piogge quando torna il sole,
    poco importa se in quelle acque ci sono anche le lacrime piante per amore o per dolore.
    L’acqua evapora
    torna nell aria e
    nei nostri polmoni
    respirando il vento che ciinveste in viso
    e le lacrime?
    tornano dentro di noi come le cose che abbiamo perso..
    ma nulla si perde davvero..
    ogni secondo che passa ogni luna che sorge non fanno altro che dirci
    ..vivi!
    vivi e ama quello che sei,
    comunque tu sia
    ovunque tu sia ,
    guarda in alto verso il sole,
    chiudi gli occhi,
    e non stancarti mai di sognare..
    la vita è troppo breve per non essere felici
    ANNA.

  12. Quando il veliero non può piu lottare contro il vento ed il mare ha due possibilità: lottare contro la natura di K, andare alla deriva o lottare contro il vento, andare verso rive sconosciute. La fuga è spesso, quando ti allontani dalla costa l’unica possibilità che hai per salvare barca ed equipaggio e spesso ti permette di scoprire rive ed acque sconociute che esortano l’orizzonte acque tornate calme, rotte che spesso non vedranno mai rotte conosciute dai cargo o dai mercantili, rotte senza imprevisti, imposte dalle compagnie di navigazioni….Forse lo conoscete il nome di quella barca, si chiama SPERANZA….

  13. Ti regalo una rosa
    a te che mi leggi…
    è solo una rosa virtuale
    ma se apri il cuore
    sentirai il profumo di un amicizia…
    Ti regalo un sorriso a te che mi leggi…
    è lontano ed invisibile
    ma se apri il cuore
    riuscirai a vedere una luce…
    Ti regalo un abbraccio..
    Ti auguro una buona giornata
    a te… che mi leggi…
    Per me sei speciale
    anche se non mi conosci……
    sono un amica virtuale..
    ti regalo il mio pensiero
    perche’ sono vera ed esisto!!!!..
    Un bacio e una carezza..a Te che mi leggi.

  14. A volte si tocca il fondo e ti manca il respiro, non riesci a trovare lo slancio per risalire, quasi ti rassegni a dover morire stesa lì, in apnea.
    Pensi ai giorni di Vento ed ai sorrisi di miele ma ti appaiono così lontani nel ricordo. Pensi a tante cose, a quelle mani che stringevi tra le tue, a quegli attimi che volevi per sempre. E pensi che sono strane le rotte che spesso intraprendiamo. Forse, bussola e compasso alla mano, sarebbe il caso di ridefinire orizzonti e tappe ma… un’allodola in gabbia muore.
    Ho voluto credere nella speranza, ma forse non c’ho creduto abbastanza. Non scegli in cosa credere dall’oggi al domani. Ho vissuto la mia ansia, ho avuto paura e sono scappata. Sì, ho avuto paura. E scapperò tutte le volte che sentirò di farlo.
    Adesso vorrei tranquillità, serenità. Correre a mani aperte e sentire le carezze del Vento, così senza pensieri. Voltarmi e vedere che sei qui, che corri con me. Oggi.
    E non so aspettare giorni che forse non arriveranno mai.

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